Stella Rossa Venezia
10^Rubrica: "Il calcio che vorremmo.."
"Hidetoshi Nakata, da calciatore a modello ed ambasciatore" di MARCO TOSARELLO

“Quando la gente mi riconosce, spiego che sono un semplice cittadino alla ricerca di nuovi orizzonti. La vita è come un viaggio”.

Hidetoshi Nakata

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Hidetoshi Nakata: dai campi di calcio alle passerelle di moda. Il talento è lo stesso. Nazionale giapponese (77 presenze con 11 gol), un passato da calciatore con le maglie di Perugia (lo lanciò il funambolico presidente Luciano Gaucci), Roma (il passaggio costò 30 miliardi di lire al club giallorosso, vinse lo scudetto nella stagione 2000/2001), Parma, Bologna e Fiorentina, chiuse la carriera nel Bolton in Premier League inglese. Raramente concedeva interviste ma da sempre è stato conteso da molte case di moda come uomo immagine, ccv10 ha posato e sfilato per molte aziende di grido, da sempre un modello di professione per i marchi più prestigiosi. Il successo di Nakata è comunque senza precedenti per un giocatore giapponese, diventato brand milionario grazie alle pubblicità delle grandi multinazionali che hanno fatto a gara per mettere la sua faccia vicino ai loro prodotti, garanzia di esposizione massima nel mercato asiatico.

Tra i più talentuosi calciatori asiatici di tutti i tempi, è stato eletto per due volte Calciatore asiatico dell’anno (1997 e 1998). È stato candidato al Pallone d’oro e al FIFA World Player nel 1998, 1999, 2001 e 2002, e nel 2004 è stato inserito da Pelé nel FIFA 100, la lista dei più grandi calciatori della storia ancora viventi stilata dal campione brasiliano.

ccv10Dopo il ritiro, Nakata si è dedicato al sociale, partecipando a numerose partite benefiche, mettendo all’asta scarpini e maglie del Mondiale del 2006 per raccogliere fondi per le vittime dei terremoti di Haiti e del Giappone, raccogliendo in totale 1,8 milioni di dollari attraverso le sue iniziative. È stato inoltre un sostenitore attivo della sezione calcio degli Special Olympics e ha partecipato nel 2010 alla Special Olympics Unity Cup durante la Coppa del Mondo in Sud Africa. Nel 2014 è stato nominato Global Ambassador di Special Olympics.

La storia del ritiro anticipato a 29 anni, subito dopo il Mondiale in Germania, ha fatto il giro del mondo, visto che all’epoca Nakata era il calciatore asiatico più famoso al mondo.

“Il calcio mi ha dato davvero tantissime cose: gioie intense, tristezza, amici e prove da superare come uomo. Naturalmente non sono state tutte rose e fiori. Tuttavia quello che mi ha dato il calcio è stato per me un’ esperienza meravigliosa ed il nutrimento che mi ha fatto crescere come persona. Il calcio è lo sport più seguito del mondo. Per questo ci sono tanti tifosi, e tanti giornalisti intorno. Sui giocatori è riposta l’attesa, i giocatori sono al centro dell’attenzione ed hanno la responsabilità di vincere. A volte ho ricevuto così tanti complimenti da illudermi di poter fare tutto. Altre volte ho sofferto molto per critiche che miravano a colpirmi sul piano personale ed umano. Dopo essere diventato un calciatore professionista, facevo fatica a rispondere a domande tipo “Ti piace il calcio ?”. Non riuscivo a rispondere semplicemente “Sì, mi piace”, in tutta sincerità. Anche se ero cosciente del grande onore e della grande responsabilità che avevo per quel che facevo, stavo perdendo il genuino sentimento per il pallone che avevo quand’ero bambino. Tuttavia, dopo la partita del 22 giugno 2006 contro il Brasile, che è diventata la mia ultima partita da professionista,ccv10 ho capito che non potrò mai smettere di amare il calcio. Ho provato una grande emozione che veniva dal fondo del cuore, qualcosa di molto più grande di quello che mai mi avrei immaginato. Adesso capisco che si trattava di qualcosa che fino a quel momento avevo cercato di nascondere in un punto remoto e inaccessibile del mio cuore, in modo che nessuno potesse ferirla. Negli anni ho innalzato un muro spesso che proteggesse quelle sensazioni da varie situazioni. A volte mi sono comportato in modo freddo, come se non avessi emozioni. Ma alla fine quel muro e’ crollato e tutto quello che tenevo dentro e’ uscito come un fiume in piena. Alla fine di quella partita, mentre cercavo di memorizzare la sensazione dell’erba di quell’ultimo campo, sono riuscito a calmare l’onda di emozioni che stavo provando, ma quando mi sono alzato e sono andato a salutare i tifosi rimasti, quelle emozioni sono riafforate in tutta la loro intensità. E sono stato attraversato da una serie di pensieri. Ci sono stati sempre tifosi in tutti gli stadi del mondo a tifare per me con tutte le loro forze. Ho sentito la gente gridare il mio nome nei campi di tutto il globo. È grazie al supporto di tutte queste persone che ho potuto continuare questo lungo viaggio durato più di un decennio. Ho sempre camminato a testa alta. Questo diventerà la base di tutta la mia vita e mi darà fiducia nei miei mezzi. Ma se sono riuscito ad avere la forza per fare questo, lo devo alla vostra voce che mi ha accompagnato sempre ed ovunque. E custodendo preziosamente questa vostra voce nel cuore, continuerò orgogliosamente a vivere da oggi in avanti. Con questa consapevolezza, d’ora in poi potrò superare qualsiasi difficoltà. Il nuovo viaggio comincia adesso. Un viaggio che cominciò un giorno su un campo di una scuola elementare di Yamanashi, dove sono nato e cresciuto. Non calcherò più un campo come giocatore, ma non abbandonerò mai il calcio. E durante questo viaggio sicuramente calcerò ancora il pallone con qualcuno in un campetto o in qualche parco come forma di comunicazione con la stessa passione che avevo da bambino. La vita è come un viaggio. Dopo aver smesso di giocare a calcio ho viaggiato per il mondo per quattro anni. Poi sono tornato in Giappone ed ho studiato la cultura giapponese, attraversando tutto il paese da nord a sud, ho viaggiato per 7 anni toccando 47 città e ho deciso di collaborare con gli artigiani locali”.

Amante dell’arte, del design, della moda e dei i vini, grazie proprio alla permanenza in Italia, single convinto, oggi Nakata è anche ambasciatore del saké: dopo aver visitato in lungo e in largo il Giappone e averne appreso la ricchezza culturale e artigianale, ha promosso Sakenomy, dove è possibile bere le 30 migliori qualità di questa antica bevanda legata ai templi shintoisti. Disegnatore di gioielli, ha lanciato con il marchio Damiani una collezione a sfondo benefico per la realizzazione di pozzi di acqua pulita in regioni dell’Africa in cui la scarsità e la qualità dell’acqua disponibile sono causa enorme di malattie e mortalità, soprattutto infantile.

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Single convinto, per il suo fascino del Sol Levante lo hanno soprannominato il Beckham dell’Asia: amatissimo dalle donne, l’etichetta di icona gay non lo ha mai infastidito. Compirà il 22 gennaio 40 anni, ma il tempo per lui sembra essersi fermato. Perché la classe, dentro e fuori il rettangolo di gioco, non tramonta mai: “Quando la gente mi riconosce, spiego che sono un semplice cittadino alla ricerca di nuovi orizzonti”.

Fonte: Pride Online

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